In assenza di irregolarità (previste dall’art. 1129 c.c.) e dell’eventuale delibera di revoca, la nomina dell’amministratore in carica da un anno è prorogabile tacitamente per un altro anno. Lo ha affermato il Tribunale di Milano col decreto 2486/15.

Il caso 

Il ricorrente chiedeva la revoca dell’Amministratore di condominio, contestando inadempimenti e violazioni da parte dello stesso. Il Collegio ha ritenuto insussistenti le irregolarità (previste dall’art. 1129 c.c.) per la revoca dell’amministratore. In particolare, ha precisato che, in contraddittorio,l’amministratore ha documentato di essere in possesso dei requisiti soggettivi per lo svolgimento dell’incarico ed ogni informazione relativa al resistente è contenuta nelle carte intestate, correlate di esatta denominazione della società di persone cui è affidato l’incarico.

Il Tribunale ha rilevato che le assemblee di nomina hanno approvato il compenso spettante all’amministratore e che l’omesso inserimento della sua nomina all’ordine del giorno dell’ultima assemblea è conforme alla nuova disciplina in materia di condominio, per la quale la durata in carica dell’amministratore è tacitamente prorogabile ad altro anno salvo delibera di revoca.

I documenti condominiali sono accessibili e possono essere liberamente consultati, in quanto è noto il luogo ove i registri si trovano; il Collegio ha, inoltre, sottolineato che la mancata apertura di un conto corrente condominiale è stata smentita documentalmente dal resistente e la regolarizzazione della posizione è stata confermata dall’assemblea. Il Tribunale ha infine chiarito che la mancata convocazione dell’assemblea per deliberare sulla partecipazione alla mediazione, introdotta dal ricorrente, non è una omissione rilevante: il Condominio non è parte del contenzioso e non sussiste, nel procedimento di specie, alcuna previsione di mediazione obbligatoria. L’assemblea ha riconfermato la nomina dell’amministratore, con il rispetto dei quorum di legge. Per le ragioni sopra esposte il Tribunale ha emesso decreto di rigetto dell’istanza.


Fonte: www.dirittoegiustizia.it