Il caso

La Società R SpA, amministratore di condominio, effettuava notevoli anticipazioni per la gestione condominiale del fabbricato sito in Napoli alla via …. I condomini approvavano i bilanci ed i relativi riparti. La società si dichiarava creditrice dei condomini per somme approvate e citava in giudizio tutti i condomini per ottenere il rimborso delle somme anticipate.
Il Tribunale di Napoli accoglieva la domanda, come recita la sentenza di appello: “pur essendo stata dichiarata nulla la delibera di approvazione del bilancio dalla quale sarebbe scaturito il diritto di parte attrice al conseguimento delle somme anticipate, il diritto alle restituzioni in favore dell’istante discendeva comunque dai principi del mandato ed in particolare dall’art. 1720 c.c. Riteneva poi provato l’ammontare del credito rivendicato nei confronti di ciascun condomino in sostanziale applicazione del principio di non contestazione…”
Avverso la sentenza veniva proposto appello

[Corte Appello Napoli, Sez. II Civile, Presidente Dott.ssa Rosamaria Venuta – Consigliere Dott. Rosaria Papa – Consigliere relatore Dott. Francesco Pastore, sentenza depositata il 22 ottobre 2014]

Per la Corte di Appello,    “L’amministratore di condominio non ha – salvo quanto previsto dagli artt. 1130 e 1135 cod. civ. in tema di lavori urgenti – un generale potere di spesa, in quanto spetta all’assemblea condominiale il compito generale non solo di approvare il conto consuntivo, ma anche di valutare l’opportunità delle spese sostenute dall’amministratore; ne consegue che, in assenza di una deliberazione dell’assemblea, l’amministratore non può esigere il rimborso delle anticipazioni da lui sostenute, perché, pur essendo il rapporto tra l’amministratore ed i condomini inquadrabile nella figura del mandato, il principio dell’art. 1720 cod. civ. – secondo cui il mandante è tenuto a rimborsare le spese anticipate al mandatario – deve essere coordinato con quelli in materia di condominio, secondo i quali il credito dell’amministratore non può considerarsi liquido né esigibile senza un preventivo controllo da parte dell’assemblea”

La Corte di Appello di Napoli ha ritenuto fondata l’impugnazione e conseguentemente ha negato il diritto al rimborso delle spese anticipate dall’amministratore, in quanto, nel caso di specie, egli non ha fornito la necessaria e sufficiente prova a sostegno della domanda, statuendo che “ l’amministratore avrebbe dovuto dimostrare rigorosamente le spese erogate, provando sia le forniture e i servizi ricevuti da terzi, sia di aver provveduto al pagamento, sia di aver personalmente fatto fronte con propri fondi a queste spese, che dovevano risultare superiori agli incassi “


Fonte: www.iussit.com